PUMA DAVIDE
"Lascio che la luce mi guidi — Lux me regit — perché noi siamo creato, ma siamo anche creatori."
"Una visione che tengo nella mente per un po' e il disegno sono da sempre il mio punto di partenza; il disegno è ciò che mi aiuta a visualizzare l’opera sulla tela, a strutturarne la cromatica e la composizione. L’essere umano e la natura mi hanno sempre affascinato nella misura in cui sono riuscito a integrarli in forme metamorfiche, aprendo un nuovo spazio alla mia poetica. Mi piace pensare che i soggetti che dipingo portino con sé una ricchezza invisibile, poiché sono intimamente interconnessi. So che il mio lavoro si rivolge a un mondo da cui attingo idee e ispirazioni e che custodisce archetipi, visioni e silenzi. Nel momento in cui prende vita sulla tela, l’atto artistico risveglia vecchi ricordi che riaffiorano, e le storie che passano dalle mie mani trovano una forma nuova.
Se io per primo non ho quell’equilibrio, dipingere diventa quasi un disagio fisico, viscerale. Ho bisogno di trovare una coerenza sulla tela, un'armonia in cui tutto si incastri perfettamente. Prima ancora di comporre l’immagine, passo molto tempo a stratificare il colore, lasciando che le superfici si carichino lentamente di tonalità terrose, celesti, ori e di tutte le sfumature della luce. È un momento di grande ascolto e rispetto, quasi una meditazione; il tempo rallenta e lascio che la luce mi guidi — _Lux me regit_ — perché noi siamo creato, ma siamo anche creatori. Solo dopo inizio a costruire l’opera. Se i miei lavori riescono a diventare un invito a contemplare la bellezza e a riscoprire la parte più autentica di sé, anche solo per qualche istante, allora sento di aver raggiunto il mio scopo."
Al centro della ricerca di Davide Puma c’è un'indagine in cui l’interconnessione tra essere umano e natura si fa palese. La sua pittura si rivela come una materia viva, densa e stratificata attraverso colpi di spatola, capace di cogliere il respiro del mondo e di tradurre la tela nel luogo di un'epifania spirituale.
Il suo percorso si sviluppa attorno a un gesto lento, quasi rituale, volto a restituire valore al tempo e alla sacralità dell'esistere. Il realismo magico, l'iconografia sacra e il dialogo profondo con il creato costituiscono le diverse declinazioni di un’unica indagine, nella quale il processo tecnico coincide con quello poetico. Nelle analisi che hanno accompagnato anche la sua recente ed evocativa mostra a Firenze, ogni elemento rappresenta una diversa possibilità espressiva della stessa urgenza interiore: gli animali monumentali e totemici ne indagano la forza ancestrale, i corpi sospesi ne liberano la dimensione lirica, mentre le metamorfosi botaniche riscoprono il legame indissolubile tra l'uomo e la terra.
La luce, elemento costante e trascendentale della sua ricerca, viene descritta come una presenza che avvolge i soggetti in un’atmosfera sospesa; non illumina semplicemente le opere, ma le genera, conferendo profondità e una sacralità diffusa a superfici fragili e silenziose.
Puma costruisce così un lessico estremamente personale con il quale raccontare il visibile e l'invisibile, creando un immaginario popolato da creature chimeriche, santi colti nella loro vibrante umanità e scenografie sospese tra realtà e fiaba. Egli restituisce alla pittura la possibilità di diventare corpo, spazio e racconto, rivelandoci — attraverso uno sguardo capace di oltrepassare la superficie delle cose — come la delicatezza possa essere una forma espressiva di una forza dirompente.
Nato a Sanremo, classe 1971, Davide Puma inizia il proprio percorso artistico dedicandosi interamente al mezzo pittorico a partire dai primi anni Duemila, spinto da una necessità interiore e sviluppando una ricerca fondata sulla potenza espressiva del disegno e sul recupero della pittura a olio. Nel corso degli anni approfondisce la grande tradizione figurativa italiana, reinterpretandola con una sensibilità contemporanea e fondendo scienza, poesia e una forte tensione spirituale guidata dall'equilibrio tra contrasti e metafore.
Parallelamente all’attività in studio, il suo percorso si sviluppa in una dimensione internazionale, portando le sue opere a essere esposte in importanti gallerie e fiere d'arte in Europa (da Parigi a Londra e Ginevra) e in Giappone. La recente tappa espositiva a Firenze, insieme alla collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Kyoto e Osaka e alla realizzazione di grandi opere d'arte sacra destinate a prestigiosi contesti religiosi — come il dipinto del Beato Tommaso Reggio per la Cattedrale di Ventimiglia — rappresenta uno dei momenti significativi di questo percorso, che contribuisce ad arricchire la componente narrativa, spirituale e relazionale della sua ricerca.

GALLERIA DEL CASTELLO
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